DALL'INVIATA A CORSICO, ELENA REDAELLI Intervista esclusiva ad Alessandro Tartaglia, padre di Massimo, l'uomo in carcere dallo scorso 13 dicembre per aver aggredito Silvio Berlusconi al termine di un comizio in Piazza Duomo.
L'intervista (per il Tg di Telelombardia/ in replica sul Tg di Antenna3) all'indomani del trasferimento di Tartaglia da San Vittore al reparto di psichiatria dell'ospedale San Carlo. Alessandro Tartaglia: "Mio figlio soffre e noi soffriamo con lui". Nel videoalcuni stralci della lunga intervista.
Massimo Tartaglia, l'uomo in carcere dallo scorso 13 dicembre per aver aggredito e ferito Silvio Berlusconi al termine di un comizio in Piazza Duomo, martedì è stato trasferito da San Vittore al reparto di psichiatria dell'ospedale San Carlo. Il trasferimento è stato deciso dal Gip Cristina Di Censo in base a una relazione dei medici psichiatri del carcere milanese, dove Tartaglia è detenuto nel centro di osservazione neuropsichiatrica. L'uomo, che è in stato di detenzione, si trova piantonato nel reparto di psichiatria dell'ospedale San Carlo. Il Gip Di Censo ha disposto il suo trasferimento in quanto nella loro relazione i medici di San Vittore hanno segnalato una condizione psicopatologica tale da dover essere curata in una struttura ospedaliera. Inoltre, i medici hanno rilevato che Tartaglia attualmente si trova in stato depressivo e si teme per gesti autolesionisti.
Elena Redaelli, 20/01/2010 per Telelombardia
L'AGGRESSIONE VISTA DALLA TV Aggressione a Silvio Berlusconi, l'informazione si mobilita: va a Rainews24 il primato della giostra tragica della diretta. Il canale all news della Rai è stato infatti il primo Tg a raccontare quanto successo al termine del comizio del presidente del Consiglio in piazza Duomo, battendo di poco SkyTg24. La notizia non ha sconvolto i palinsesti delle Tv generaliste, ma ha fatto dilatare di 10-15 minuti le dirette dei Tg e nello specifico il Tg5 ha deciso di fornire gli ulteriori aggiornamenti sullo stato di salute del premier con un'edizione straordinaria verso le ore 23.
Il primato delle immagini più ravvicinate, che immortalano il lancio della statuetta del Duomo frontalmente, va a una storica emittente regionale, Telelombardia.
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Ecco come si sono mossi i Tg generalisti. L'edizione delle ore 18.30 di Studio Aperto ha dato conto di quello che stava succedendo nel secondo collegamento in diretta con l'inviata Sabrina Pieragostini, che ha soltanto annunciato l'aggressione, peraltro appena accaduta. Il Tg3 e il Tg4 delle 19 hanno iniziato a fornire le prime immagini, non stravolgendo le loro scalette. Su Rete 4 il direttore Emilio Fede ha chiuso l'edizione con un editoriale, dopo aver monitorato le reazioni del mondo politico tramite agenzie (si è soffermato in particolare su quella – contestatissima – di Di Pietro, leader Idv). Verso le 19.40 dal suo Tg è venuto fuori anche il nome dell'aggressore, Massimo Tartaglia.
Alle ore 20 sono seguite le edizioni dei Tg sulle reti ammiraglie Rai e Mediaset. Il Tg1 e il Tg5, oltre a fornire un identikit del fermato, Massimo Tartaglia, 42enne ingegnere con problemi psichici, hanno riferito dello stato di salute del premier (mandando in onda le interviste registrate al portavoce Paolo Bonaiuti e al coordinatore nazionale del Pdl Sandro Bondi all'uscita dal San Raffaele) e della precisa dinamica dell'accaduto (il Tg5 tramite il racconto in diretta di una testimone oculare) tramite i collegamenti con i rispettivi inviati ancora in piazza Duomo.
Nell'edizione straordinaria del Tg5 delle 23 – questa volta l'inviato Matteo Mastromauro era in collegamento dall'ospedale San Raffaele, dove il premier resterà ricoverato in osservazione per le prossime 24 ore dopo essere stato sottoposto a una Tac – ha dato spazio al primo bollettino medico e all'intervista in diretta del medico personale di Berlusconi. Tartaglia avrebbe colpito il presidente del Consiglio lanciandogli sul volto un oggetto tagliente (pare una riproduzione del Duomo di Milano nascosta in un giornale) da distanza ravvicinata.
Mastromauro ha evidenziato la premeditazione del gesto.
La giostra tragica della diretta in generale ha un intento in un certo qual modo catartico nei confronti dei telespettatori. Nell'ambito dei fatti di cronaca con il suo crescendo vuole suscitare in loro quel terrore e quella compassione che secondo Aristotele porterebbero alla catarsi, la purificazione da "siffatte passioni".
In questo specifico caso, i Tg sono sempre stati in bilico tra l'allarmismo e il tentativo di rassicurazione. E, Tg4 escluso (che in ogni caso ha dato una linea di lettura più politica dell'accaduto, per Fede da ricondurre al clima di odio degli ultimi mesi), alla fine hanno ceduto alla seconda.